Idrocoltura per uffici: cos’è, come funziona e quanta manutenzione serve
L’idrocoltura è una tecnica in cui le piante crescono senza terra, in un substrato minerale inerte e con una riserva d’acqua sul fondo del vaso. È la soluzione che usiamo più spesso per il verde negli uffici e negli spazi chiusi, perché è pulita, ordinata e chiede meno interventi rispetto alle piante in terriccio.
Come funziona l’idrocoltura
Al posto della terra, le radici crescono in granuli minerali come l’argilla espansa, che sostengono la pianta e lasciano passare aria. Sul fondo del vaso c’è una riserva d’acqua con un indicatore di livello: basta guardarlo per sapere quando rabboccare. Le sostanze nutritive arrivano da un concime specifico per idrocoltura, che rilascia gli elementi poco alla volta.
Il vaso è quindi composto da tre parti: un contenitore esterno a tenuta, un vaso interno forato che tiene il substrato e l’indicatore del livello dell’acqua. Il risultato visto da fuori è identico a una normale pianta d’arredo.
Perché è adatta agli uffici
- Pulizia: senza terriccio non ci sono polvere, macchie o terra sui pavimenti, e gli insetti legati al terreno sono molto più rari.
- Meno errori di irrigazione: la riserva e l’indicatore evitano sia l’acqua in eccesso sia le piante lasciate a secco, che sono le cause più comuni di piante malate in ufficio.
- Interventi distanziati: i rabbocchi si fanno di solito ogni due-quattro settimane, a seconda delle piante, della luce e del riscaldamento.
- Ordine e igiene: è una soluzione adatta anche a reception, sale riunioni e ambienti dove l’immagine conta.
Ci sono anche dei limiti da conoscere. Il costo iniziale è più alto rispetto a una pianta in terra, e le piante devono essere coltivate in idrocoltura fin da giovani: non si può trasferire facilmente una pianta già cresciuta nel terriccio. E come per qualsiasi pianta, la luce resta fondamentale: l’idrocoltura semplifica l’acqua, non sostituisce il sole.
Le piante più adatte
In idrocoltura crescono bene soprattutto le piante tropicali sempreverdi, abituate alle temperature costanti degli interni:
- spatifillo, filodendro e monstera per un effetto rigoglioso;
- ficus, dracena, schefflera e kentia per i volumi più alti;
- zamioculcas e sansevieria per gli angoli con meno luce e meno cure;
- aglaonema e anthurium per dare colore.
La scelta dipende dalla luce di ogni punto dell’ufficio: per questo, prima di proporre le piante, studiamo l’esposizione delle finestre e i diversi livelli di luminosità degli ambienti.
Quanta manutenzione serve davvero
Meno di quanto si pensi, ma non zero. Una pianta in idrocoltura ha bisogno di:
- rabbocchi d’acqua quando l’indicatore scende al minimo;
- concime specifico a intervalli regolari;
- pulizia delle foglie dalla polvere, che in ufficio si accumula in fretta;
- controllo della salute della pianta e, quando serve, potature o sostituzioni.
In un ufficio conviene affidare questi interventi a chi ha progettato il verde, con un piano di visite periodiche: così le piante restano belle nel tempo e nessuno in azienda deve occuparsene.
Un esempio: il Green Office di Oliver Wyman
Per gli uffici milanesi di Oliver Wyman abbiamo trasformato circa 500 mq, tra interni ed esterni, in un sistema verde funzionale e semplice da gestire. Negli spazi indoor abbiamo scelto specie tropicali sempreverdi e piante grasse coltivate in idrocoltura, riutilizzando vasi e fioriere già presenti. La disposizione delle piante segue i diversi livelli di luce degli ambienti e aiuta a creare zone più riservate.
La stessa tecnica l’abbiamo usata anche fuori dagli uffici: nella Serra Urbana della Residenza Porta Volta, un cortile coperto con ficus, filodendri, spatifilli, felci e tetrastigma, e nei bouquet di piante d’appartamento del progetto Spazio tra Verde e Relax.
Domande frequenti
Cos’è l’idrocoltura?
È una tecnica di coltivazione senza terra: le piante crescono in un substrato minerale inerte, come l’argilla espansa, con una riserva d’acqua e un concime specifico.
Ogni quanto si annaffiano le piante in idrocoltura?
Si rabbocca l’acqua quando l’indicatore di livello segna il minimo, di solito ogni due-quattro settimane a seconda della pianta, della luce e della temperatura.
Si può passare una pianta dalla terra all’idrocoltura?
È difficile e spesso la pianta soffre. Per questo si usano piante coltivate in idrocoltura fin dall’inizio.
L’idrocoltura va bene per tutti gli uffici?
Va bene quasi ovunque ci sia luce naturale sufficiente. Negli ambienti molto bui si scelgono le specie più tolleranti o si valuta un’illuminazione dedicata.
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